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Venezia: 100 anni dopo la prima guerra mondiale

Una visita  ad alcune fortificazioni costiere lungo un percorso storico, a pochi passi da Venezia, nel centenario della I° guerra mondiale.

In questi ultimi anni ricorre il centenario della prima guerra mondiale che si concluderà nel corso di questo 2018, a cento anni dalla firma dell’armistizio tra gli stati belligeranti, che segnò la fine di questo tragico grande evento.

Cento anni fa Venezia viveva la guerra direttamente, fu spesso colpita da bombardamenti aerei nemici, ricordati da lapidi che si possono spesso incontrare su facciate di chiese e case veneziane,  che provocarono vittime civili e danni al patrimonio artistico della città.

Basti ricordare il bombardamento dell’ospedale civile e quello della chiesa degli Scalzi, che ne rovinò il soffitto e l’affresco del Tiepolo rappresentante il Trasporto della Casa di Loreto, i cui resti sono conservati presso le Gallerie dell’Accademia.

La città con il suo Arsenale militare, importante base navale e assieme di officine e stabilimenti per la produzione bellica con il vicino scalo per aerei idrovolanti sull’isola di S. Andrea, costituivano un importante obiettivo militare, specie dopo l’arretramento delle linee italiane in seguito alla sconfitta di Caporetto, con il fronte arrivato al fiume Piave, a neppure trenta chilometri dalla città.

Per difendere Venezia ed il mare prospiciente erano stati costruiti grandi complessi di batterie costiere, imponenti opere di difesa lungo il litorale di Punta Sabbioni, Cavallino Treporti, a poca distanza dal centro della città, alcune delle quali si possono ancora oggi ammirare seppur inglobate in alcuni dei numerosi complessi turistici e campeggi che sorgono lungo questo litorale.

Batteria Amalfi, Batteria Pisani, Batteria S. Marco, Batteria Radaelli sono i nomi di queste fortificazioni  difensive di cui la Batteria Pisani, dal nome del comandante veneziano che sconfisse i genovesi nella guerra di Chioggia, recentemente recuperata dal degrado ed abbandono in cui versava, è stata trasformata in luogo del ricordo di questi tragici avvenimenti.

Con una visita al suo interno lungo l’interessante percorso museale, aperto da marzo a novembre, attraverso i locali della batteria se ne segue sia la storia della costruzione che del suo recente recupero; una ricca esposizione di cimeli di vario genere, molti ritrovati durante i lavori di restauro, sia militari che della quotidianità dei soldati, fa comprendere come fosse la vita durante quegli anni e all’interno delle batterie per i soldati di guarnigione.

Ancora oggi esiste una strada che porta il nome di “Via delle Batterie” sul lato del litorale che si affaccia al mare, nelle cui vicinanze sorgevano questi complessi fortificati, mentre sul lato verso la laguna si possono ancora vedere le alte costruzioni, oggi abbandonate o adibite ad altri usi, delle torri telemetriche di rilevamento, necessarie all’avvistamento dei bersagli nemici e alla direzione del tiro dei cannoni.

Per gli appassionati di storia recente, un giro in bicicletta per queste zone può costituire un’ interessante alternativa alla consueta visita di Venezia ed un’opportunità di scoprire interessanti percorsi naturalistici, visitabili sempre in bicicletta, nelle aree della laguna Nord.

Tra una pedalata e l’altra l’occasione è buona per una sosta in una delle numerose trattorie della zona per un pranzo con i prodotti tipici e, nella bella stagione, alla fine della lunga escursione, per una ristoratrice nuotata in mare in una delle molte spiagge.

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