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Tra vino e cultura: le Ville Venete di Verona

La Repubblica di Venezia fu per secoli la dominatrice dei mari. Ma una delle sue più grandi eredità, oggi tratto distintivo del paesaggio della regione, è l’insieme di circa cinquemila ville venete disseminate nei suoi possedimenti sulla terraferma, alcune delle quali sono oggi patrimonio dell’Unesco.

Pensate come residenze dei grandi proprietari terrieri dell’epoca e realizzate spesso con uno stile neoclassico che si richiama a quello delle ville dei signori dell’antica Roma, le ville venete più belle e famose sono quelle della provincia di Vicenza e della riviera del Brenta, progettate dall’architetto più famoso di quel periodo: Andrea Palladio.

Anche nei dintorni di Verona è possibile ammirare numerosi esempi di ville venete. Mi piace soffermarmi in particolare su quelle dove si può facilmente abbinare un percorso culturale a uno enogastronomico. Alcune delle più rinomate aziende vinicole della provincia di Verona, infatti, hanno la propria sede di rappresentanza o addirittura la propria cantina proprio all’interno di di questo tipo di residenze.

Una delle ville che, negli ultimi anni, ho frequentato di più è sicuramente la Villa della Torre a Fumane. Acquisita in tempi recenti dalla famiglia Allegrini, proprietaria dell’omonima cantina della Valpolicella, viene utilizzata per ricevimenti ed eventi culturali, ma vale la pena visitarla in qualunque contesto. Costruita nel 1500 su un progetto cui collaborarono due archistar dell’epoca come Giulio Romano e Michele Sanmicheli, la sua principale particolarità è l’originalità della pianta che ricorda le tradizionali domus patrizie, con un grande cortile centrale che dà accesso ai vari ambienti. La proprietà è circondata da vigneti dove si producono alcuni dei migliori vini di Allegrini.

A poca distanza, nella frazione di Gargagnago, un altro dei “big” del vino della Valpolicella è di casa in una magnifica villa veneta. Si tratta di Masi, primo produttore di Amarone che ha qui la sua foresteria e il suo Wine Shop, la residenza in questione è Villa Serego Alighieri, dal nome di una famiglia che discende dal “sommo poeta” italiano, Dante Alighieri, che visse per diversi anni a Verona una volta esiliato da Firenze. La villa, risalente al XIV secolo e poi ampliata in più fasi, è un concentrato di saloni affrescati e stucchi, con un magnifico e curatissimo giardino all’italiana, da cui si può ammirare la grande tenuta agricola dove si coltiva la vite fin dal Medio Evo.

Un discorso a parte va fatto per villa Mosconi Bertani (conosciuta anche come Villa Novare), la villa più famosa e importante della Valpolicella, non fosse altro perché proprio nella sua cantina è stato inventato l’oggi celebre vino Amarone. Si trova nella valle di Negrar, sempre in Valpolicella, e la costruzione risale alla seconda metà del Settecento. É una villa di chiara ispirazione palladiana, con una imponente facciata neoclassica, ampi saloni affrescati e un giardino all’inglese di impronta romantica dove hanno passeggiato in cerca di ispirazione poeti del calibro di Ippolito Pindemonte e Ugo Foscolo. All’interno della villa, oggi di proprietà della famiglia Bertani (altra cantina rinomata della Valpolicella), si trova una delle cantine vinicole in attività più antiche in Italia: proprio qui, nel 1932, fu coniato il termine Amarone, per definire quel vino prodotto da una particolare tecnica di appassimento delle uve che, decenni dopo, sarebbe diventato famoso in tutto il mondo.

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