Olbia, una città ricca di sorprese

Olbia, una città italiana situata nel nord-est della Sardegna, merita di essere visitata. Spiagge paradisiache, luoghi intrisi di cultura e sacralità, mercati vivaci… Olbia è ricca di sorprese! Eccone un piccolo assaggio.

Basilica minore di San Simplicio

La chiesa romanica di San Simplicio è forse il monumento più importante della Gallura; è costruita interamente in granito, ed è ora incorporata nel centro città.

L’edificio fu eretto in tre diversi periodi: le mura perimetrali, l’abside e i pilastri sono da ascrivere alla seconda metà del XI secolo, mentre nei primi decenni del XII secolo vennero completati il rivestimento e l’innalzamento delle mura degli archi laterali. Nel decennio successivo furono completati il rivestimento e la costruzione della facciata.

In origine sorgeva al di fuori dell’antica città medievale, circondata da un ampio cimitero risalente all’età punica.

L’interno ha tre navate, divise da sette pilastri e cinque colonne. Nel presbiterio si trova l’antica statua di San Simplicio, una pregiata scultura in legno dorato risalente al XVII secolo. Sono presenti anche tre antichi affreschi che rappresentano altrettanti Santi Vescovi.

A occupare il cuore della Basilica ci sono i Martiri olbiesi, le prime vittime della persecuzione di Diocleziano in Sardegna. La fede in San Simplicio è testimoniata, sin da subito, dalle reliquie, e tra queste il sangue del martire è custodito fino a oggi all’interno dell’ampolla di alabastro sotto l’altare.

È possibile visitare la chiesa con servizio guida. Per informazioni, Museum Civitatense +39 3456328150/+39 3425129458/+39 320 9706123 www.museumtempioampurias.it

Necropoli di San Simplicio
L’area archeologica fa da scudo a parte degli scavi archeologici effettuati durante i lavori di riqualificazione antistanti la Basilica di San Simplicio.

Gli scavi hanno portato alla luce 450 tombe romane e rappresentano una stratificazione di fasi di culto e necropoli che copre i primi 2000 anni della storia della città di Olbia, dalla sua nascita con i Fenici fino al Medioevo.

È possibile visitare il sito con servizio guida. Per informazioni, rivolgersi all’Ufficio turistico del Comune di Olbia, al tel. +39 0789 52206 o all’indirizzo e-mail info@olbiaturismo.it

Chiesa di San Paolo

Risalente alla metà del XVIII secolo, la chiesa è caratterizzata da un corpo rettangolare e tre cappelle che conferiscono all’edificio la forma di una croce.

Il campanile quadrato interamente in granito e la cupola, costruiti intorno al 1939 e ricoperti di maioliche policrome, sono diventati icone della città. All’interno dell’edificio sono presenti due statue lignee settecentesche dedicate al Sacro Cuore e a San Francesco, l’altare maggiore, interamente in marmo, e il pulpito ligneo in stile veneziano. Le mura sono affrescate con dipinti raffiguranti la Via Crucis. Altrettanto interessanti sono gli oggetti d’arte in argento, come un’aureola e i sandali dell’Assunta risalenti al XVII secolo.

Acquedotto romano

L’acquedotto di Olbia fu costruito dai romani tra il I e il II secolo a.C., per raccogliere l’acqua proveniente dalle sorgenti del Monte Cabu Abas.

A Sa Rughittula, l’acquedotto acquista dimensioni maggiori, con una grande vasca di decantazione scavata completamente nella pietra con volta a botte e dotata di sei fori per la ventilazione. Ai lati della cisterna ci sono altre due vasche più piccole e un pozzo di ingresso e uscita dell’acqua. Sugli archi sono ancora visibili i canali di trasporto dell’acqua.

Pozzo sacro di Sa Testa

La data presunta di costruzione è alla fine dell’Età del bronzo.

La costruzione consiste in un ampio cortile che dà accesso a un vestibolo, a sua volta collegato da una scala con la “camera a tholos” che si affaccia sulla sorgente. Il cortile, accessibile tramite una scala a quattro gradini, ha una forma circolare irregolare ed è racchiuso da un muro massiccio lungo il quale si dispiega una seduta, presumibilmente destinata ad accogliere le persone durante le cerimonie sacre.

Dal cortile, interamente pavimentato, si accede al pozzo tramite una scala di diciassette gradini. Durante gli scavi, il pozzo ha restituito numerosi reperti riferibili all’età nuragica, punica e romana, segno di una certa continuità d’uso quasi sempre legata a riti pagani.

Museo Archeologico

Il Museo illustra l’intera storia della città antica e del territorio di Olbia, dalla preistoria al XIX secolo, con particolare riferimento alle fasi fenicia, greca, punica e romana dell’area urbana e portuale, le più ricche di documentazione storico-archeologica.

Di particolare interesse sono i relitti romani e medievali rinvenuti negli scavi del porto antico, corrispondenti al lungomare dell’attuale centro storico.

Olbia è l’unica città della Sardegna ad essere stata abitata dai Greci, tra il 630 e il 520 a.C. circa, e il nome che le danno, Olbía, che significa “felice”, in relazione alle straordinarie opportunità che il sito offre all’insediamento umano, è stato adottato come nome e logo, in maiuscolo, del Museo.

Il Museo sorge sulla piccola Isola Peddone, di fronte all’attuale porto e già nell’antico elemento costitutivo del sistema portuale urbano.

Dalle terrazze, la vista abbraccia in primo piano l’attuale porto e, a soli 100 metri di distanza, il luogo d’origine dei relitti, nel contesto più ampio della porzione di area urbana moderna che cela la città antica.

Sullo sfondo si può apprezzare a 360° tutto il Golfo, la pianura retrostante e il teatro di colline che circondano e completano questo sistema paesaggistico-ambientale, così ottimale in ogni epoca per l’antropizzazione.

Il Museo Archeologico di Olbia conserva anche i relitti di due navi romane, con timoni e altri materiali ben conservati in un apposito locale a temperatura e umidità controllate.

Tomba dei giganti Su Mont’e s’Abe

La tomba dei giganti di Su Mont’e s’Abe risalente all’età nuragica sorge a poco meno di un chilometro dal nuraghe di Casteddu e a poche decine di metri dal Castello di Pedres.

È composta da una cella delimitata da due cortine di tre file regolari di massi. La copertura dolmenica della cella è interamente realizzata con enormi lastre. Davanti sono presenti tredici lastre fissate al suolo che compongono l’Esedra, l’area sacra riservata a sacrifici e offerte. Probabilmente la tomba fu il sepolcro comune del Nuraghe Casteddu.

È di notevole importanza per la lunghezza della cella, oltre i diciotto metri, che la rende la più grande di tutte le tombe attualmente rinvenute.

Come arrivare: da Olbia, prendere la provinciale per Loiri; al km 3,3 svoltare a destra. Dopo due chilometri si raggiunge il parcheggio sotto il Castello di Pedres, da dove si segue il breve sentiero pedonale che porta alla tomba. Il sito è accessibile liberamente in qualsiasi momento della giornata.

Parco Fausto Noce

Parco pubblico con piste ciclabili, quattro fontane e numerose specie di flora mediterranea, panchine, percorsi fitness, e impianti sportivi (campi da tennis, campo da calcetto, un piccolo anfiteatro). Acqua e tanto verde hanno fatto del Fausto Noce la meta prediletta di famiglie e sportivi: questi ultimi utilizzano il percorso fitness e i vari itinerari interni, mentre le famiglie camminano con più calma o fanno picnic all’aperto.

Mercato Porto Romano (martedì)

Il Mercato Porto Romano si trova nel cuore di Olbia, proprio a ridosso di Corso Umberto I, la via principale del centro storico, comodo per i parcheggi di Via Nanni, grazie all’ingresso di Via Porto Romano. Tutti i martedì mattina da aprile a settembre, con orario 8:00-13:00, offre prodotti locali, specialità gastronomiche, artigianato, artisti, musica e intrattenimento.

Mercatino di San Pantaleo, mercato degli artisti (giovedì)

Nel grazioso borgo di San Pantaleo ogni giovedì mattina dalle 8:00 alle 13:00. Dal primo giovedì di maggio al 15 ottobre, il mercato si trasforma in un’attrazione turistica di riferimento per la Costa Smeralda e il piccolo borgo esplode di colori e gioia di vivere.

Mercato del sabato Via Sangallo (sabato)

Nella zona di Viale Aldo Moro, tutti i sabati dalle 8:00 alle 13:00, è il più grande mercato della settimana ad Olbia, con prodotti tipici, specialità gastronomiche, abbigliamento e tanto altro.

Spiaggia Pittulongu

Conosciuta anche come “La Playa”, è la spiaggia preferita dalla popolazione locale.

È formata da una sabbia molto fine e bianca con presenza di piccole conchiglie; si presenta come una grande mezza luna e dispone di alcuni stabilimenti balneari che offrono tutti i servizi, ristoranti in prossimità della spiaggia e alberghi vicini.

Ben collegata alla città dai servizi di autobus ASPO, ci si arriva percorrendo la strada provinciale 82 per circa 5 km; nelle vicinanze hotel, ristoranti, pizzerie e mercatini.

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