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Girando per la città alla ricerca di angoli inconsueti

Perdersi per le calli di Venezia é forse il modo migliore di andare alla scoperta della città, assaporandone lo spirito alla scoperta di luoghi insoliti, un po’ strani, fuori dagli itinerari più turistici e frequentati ancora dai pochi veneziani rimasti.

Mentre si sta percorrendo una delle classiche direttrici principali verso la Piazza S. Marco basta fare una deviazione, inforcando una delle tante piccole stradine e dopo pochi passi ci si ritrova perduti nel labirinto di strette calli.

A volte ne esistono di veramente strette dove una persona sola ci passa a malapena dove si spera di non incontrare nessuno che procede in senso opposto altrimenti bisogna o tornare indietro o fare acrobazie da contorsionisti per riuscire a proseguire.

Non parliamo poi se si trova qualcuno che transita con un carrello trasportando merci varie allora, se c’è, si sale sul gradino di un portone appiattendosi allo stesso.

Alcune di queste strette calli alla fine sbucano in una più larga, a volte terminano in un canale da cui si può cogliere una visione diversa della città, un ottimo punto di vista per qualche foto diversa dal solito.

Spesso alla fine di questi stretti vicoletti ci si ritrova in un piccolo campo, silenzioso e tranquillo, ornato al centro da una delle tante vere da pozzo che troneggiano in giro per la città.

Ve ne sono di dimensioni varie piccole e grandi, semplici o decorate con diverse incisioni scolpite sulla pietra, da stemmi delle casate nobili a cui appartenevano, a decori floreali o di altro e vario tipo.

Fino ai primi del ‘900 venivano usate per attingere l’ acqua di cui era ricco il sottosuolo veneziano, oppure erano realizzate, specie nei cortili di palazzi o nei chiostri dei monasteri, sopra ad una grande cisterna sotterranea che raccoglieva l’ acqua piovana.

A partire dal dopoguerra tutti questi pozzi artesiani sono stati un po’ alla volta dismessi e non più utilizzati in particolare dopo che si é constatato che il pompare l’ acqua dalla sottostante falda freatica contribuiva ad aggravare la subsidenza del suolo con tutti i problemi collegati.

E così tutti i pozzi sono stati resi inutilizzabili e chiusi con coperture metalliche.

Alcune di queste vere da pozzo sono di pregevole fattura e nel corso degli anni, per preservare i marmi e la pietra d’ Istria con cui sono fatti, sono stati restaurati per mantenerli integri e si possono ammirare in giro per la città.

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