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Campo Pisano: Genova tra storia e leggenda

Estate 1284. Le flotte di Genova e Pisa si scontrano in un’afosa giornata di agosto al largo delle coste toscane tra Pisa e Livorno, presso le secche della Meloria. L’esito della battaglia darà una svolta decisiva al controllo marinaro italiano, con Genova che vede prevalere i suoi stendardi sugli odiati nemici. Ma alla Repubblica marinara ligure non basta la vittoria, per cui migliaia di prigionieri pisani vengono trasportati appena fuori dalla città di Genova, sotto le mura. E qui vengono lasciati morire, a migliaia, senza viveri o sostentamento.

Da questa tragica storia prende il nome “Campo Pisano”, la suggestiva piazza a pochi passi dai bar e dai ristoranti del centro storico. La piazza, rimessa a nuovo nei primi anni Novanta, è diventata il fulcro di un percorso turistico a metà tra storia e gusto, perché qui intorno si è sviluppato un tessuto di ristoranti, bar e locali, dove i giovani genovesi amano trascorrere il proprio tempo libero. Appena entrate in Campo Pisano, però, poco distante dal centro della movida, respirerete un’aria completamente diversa. Alle persone più sensibili, sarà facile immergersi in un mondo lontano secoli, immaginando le truppe della Repubblica di Genova che entrano vittoriose dentro la città, lasciando fuori dalle mura migliaia di prigionieri. A pochi metri dalla piazza, un arco del ponte di Carignano dipinge un luogo completamente diverso.

Qui sorgeva un intero pezzo di centro storico, che si sviluppava intorno a via Madre di Dio. La zona, pesantemente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, venne rasa al suolo nel dopoguerra, per fare spazio a giardini e al nuovo centro dirigenziale dove coabitano uffici, negozi e Istituzioni locali. L’estrema diversità tra una parte e l’altra dell’arco è unica, e assomiglia a una finestra nel tempo. Durante la distruzione del quartiere, venne cancellata anche la casa natale di Niccolò Paganini, celebre violinista del Sette/Ottocento. Ma i genovesi non hanno dimenticato quella storia, e poco sopra l’area è stata installata una lapide, che recita perentoria: «À vergogna dei viventi e a monito dei venturi come usava ai tempi della gloriosa Repubblica di Genova, dedichiamo questa “colonna infame” all’avidità degli speculatori e alle colpevoli debolezze dei reggitori della nostra città».

Lasciatevi alle spalle a questo punto le storie leggendarie di Campo Pisano, e ripercorrete la crêuza (strada mattonata in salita, tipica della Liguria) che vi riporta in piazza Sarzano. Qui potrete trovare bar, bistrot e un piccolo mercato, dove assaggiare le specialità locali. Se amate la storia, non c’è che da chiedere. Al centro dello slargo, troverete il Pozzo di Giano Bifronte, che la leggenda vuole sia stato il fondatore della città – e da qui il nome, Genova. Il Museo di Sant’Agostino saprà affascinarvi con le sue sculture, ma soprattutto la quiete del chiostro vi regalerà la foto perfetta per la vostra prima tappa genovese!

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